Va bene. Questo 2020 è iniziato sotto una cattiva stella.
Si dice “anno bisesto, anno funesto”, giusto? Senza voler menzionare tutti i meme che spopolano sui social.
Tuttavia non possiamo neanche sparire nel nulla!
O forse sarebbe meglio di sì? Infondo anche scegliere di non comunicare è un messaggio di per sé.
E allora, come comunicare online in tempo di crisi?

SERRARE I RANGHI O ACCELERARE?

L’atteggiamento delle persone in questi giorni si divide in 2 categorie.
La prima categoria è quella di chi dice “fermiamo tutto”. In attesa di tempi migliori. Lavorano dietro le quinte a progetti futuri, si concentrano su loro stessi, ricaricano le batterie.
La seconda categoria invece ha fretta. Vede in questo momento una grande opportunità e vuole coglierla subito! Promozioni, sconti, lanci di nuovi prodotti o servizi. Sono in fermento perché pensano che questo momento sia il migliore di tutti per promuoversi perché hanno l’attenzione di tutti a portata di mano.

L’atteggiamento giusto? Beh, dipende dall’attività che svolgono, dal pubblico (B2B o B2C ad esempio), ma soprattutto dipende dal perché prendono queste decisioni.
Fermarsi o accelerare sono scelte che vanno prese strategicamente, non presi dalla foga o dalla paura.
Sicuramente questa emergenza sanitaria è stato un bell’imprevisto nei piani di tutti, ma riprendiamo quei piani e proviamo a riadattarli al contesto.
Non è sbagliato fermarsi un attimo per capire cosa fare da adesso in poi.
Penso invece che sia poco efficace agire d’impulso (per eccessiva voglia di fare o per paura) senza ragionare sul futuro.

Riprendiamo in mano il nostro piano marketing.
Forse dovremo slittare qualcosa più in là oppure questa emergenza ha messo in evidenza un bisogno che prima non c’era. Facciamoci delle domande.
Domandiamoci cosa possiamo offrire adesso alla luce di ciò che sta succedendo.
“Il mio cliente di cosa ha bisogno?”.

ASCOLTO E CURA DEL PROPRIO BRANDING

In comunicazione dimenticarsi del proprio interlocutore porta a fare dei monologhi infruttuosi.
L’ascolto e la comprensione sono fondamentale per capire bisogni, paure, dubbi e resistenze che potrebbero avere i nostri possibili clienti e più in generale chi ci ascolta.
Ma c’è un’altra cosa che in questo periodo è importante fare: essere empatici.
Questa situazione ha cambiato dall’oggi al domani la vita di (quasi) tutti.
Tutti ci troviamo in una situazione nuova, strana. E non possiamo ignorare l’elefante nella stanza.
In effetti, quanto risulta antipatico (e “stonato”) chi prosegue con la propria comunicazione online come se niente fosse?
Certo, ogni brand ha il suo tono di voce, ma in momenti come questi penso l’empatia possa portare anche i brand (come banche e istituzioni) ad adottare un tono di voce più caldo, far trasparire il lato umano dietro all’attività. E avvicinarsi alle persone come le persone che stanno dietro al brand. Questo creerà un legame importante che non verrà dimenticato da chi ci ascolta.

Ecco perciò perché è importante ascoltare i bisogni della nostra audience e calibrare la nostra comunicazione verso un tono più umano.
Magari la nostra attività ora non può fare molto (non tutti possono trasferire online i loro prodotti o servizi), ma continuare a parlare alle persone, nel modo giusto, è un importante lavoro sul proprio branding e un investimento sul futuro.

L’OPPORTUNITÀ DIETRO A OGNI CRISI

L’ho detto spesso sui miei canali social in questi giorni e l’ho ripetuto anche nella mia ultima newsletter: cogliamo l’opportunità dietro a questo momento di crisi.
Magari l’opportunità è quella di tirare il fiato, farci delle domande che prima nel caos della nostra routine quotidiana non ci facevamo e prendere consapevolezza di qualcosa che prima non riuscivamo a realizzare.
Tutto è cambiato dall’oggi al domani, per alcuni. Cosa ho l’opportunità di fare adesso che prima non avevo tempo di fare?

  • Possiamo decidere di usciere dalla nostra comfort zone (e fare qualcosa di nuovo)
    Iniziare a prendere in mano quel progetto accantonato da tempo e domandarci se questo è il suo momento. E magari realizzarlo!
    (N.B. Ricordati però di non farti prendere dall’impeto del “fare” senza avere un obiettivo alle spalle!)
  • Possiamo dedicarci alla formazione
    Alzi la mano chi ha una pila di libri non ancora letti che ci aspetta nella libreria. O corsi e percorsi iniziati e mai conclusi. Questo è il momento per riprenderli in mano. O se non ne hai, magari è il momento giusto per quel corso che aspettavi di fare, ma che rimandavi perché non avevi tempo.
  • Dedicarci a noi stessi
    Attività fisica (da casa), coltivare nuove passioni, fare meditazione. Va bene tutto.
    Ricarichiamo le batterie! Se proprio ora non possiamo fare nulla lavorativamente, prepariamoci al meglio per quando ricominceremo, per quando questa emergenza sarà rientrata. Sia fisicamente che mentalmente.

LA CRISI MOSTRA CHI SIAMO DAVVERO

Se ci pensiamo bene sono tante le cose che possiamo fare in questo periodo.
Si resta bloccati solo se non si tira fuori la propria inventiva o la creatività.

I momenti di crisi, come questa emergenza, hanno grandi potenzialità. Spesso non sono neanche così nascoste, siamo noi che non le vediamo. La verità è che in questi periodi neri mostriamo di che pasta siamo fatti davvero. Quanta determinazione abbiamo.
E ci serve farlo, tirare fuori chi siamo e quanto desideriamo qualcosa perché è la molla giusta che ci serve per risorgere dopo un brutto momento, come potrebbe essere quello che stiamo vivendo.

Se questo articolo ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo sui social grazie ai pulsanti che trovi qui sotto.

6 Condivisioni