Di cosa sono fatti i sogni

amare le proprie idee

C’è una sola cosa che ti serve davvero per realizzare i tuoi sogni.

Sabato ho dato l’esame di uno dei corsi che mi ha messo più alla prova quest’anno.
È stato intenso, ricco di spunti e informazioni, ma soprattutto è stato fatto da qualcuno che ama il suo lavoro.
Ed è stato un po’ come un primo bacio.
Il primo bacio di un amore segreto e speciale che conservo nel cuore fin da bambina, quando riempivo i quaderni di disegni e parole per raccontare storie e sentimenti.

Quei sogni nel cassetto

Ero la bambina tra le nuvole, con la testa piena di idee e che vedeva tante storie prender vita davanti ai suoi occhi una volta che liberava l’immaginazione.
Poi la bambina è cresciuta e ha messo uno dopo l’altro i suoi sogni ad occhi aperti nel cassetto.
Non osava neanche sperare che un giorno avrebbe potuto fare delle sue passioni un mestiere.
Eppure qualcosa dentro di lei le stava dicendo sottovoce qualcosa: che non li doveva dimenticare.
Certo, crescere era una cosa seria e così io, quella bambina, sono finita con l’adeguarmi a degli standard comuni.
Per altro, da brava veneta, il lavoro è diventato sinonimo di sacrificio e dedizione incondizionata, quindi fare un lavoro che non mi dava soddisfazione era qualcosa di assolutamente normale, anzi auspicabile. Perché se non soffri un po’ nel mondo del lavoro (andando al lavoro con 39 di febbre, mostrandoti stacanovista agli occhi del capo e brontolando perché hai addirittura tre settimane di vacanza in agosto – quando infondo ne basterebbero una o due) non stai veramente lavorando, ti stai divertendo.
E divertirsi non è lavorare, no?

 

guardare fuori dalla scatola

Fuori dalla scatola

Ho creduto a questa favola un po’ perché la mia famiglia è sempre stata una famiglia di grandi lavoratori e un po’ perché nell’azienda dove lavoravo i miei colleghi leccaculo erano proprio così, anche se segretamente non vedevano l’ora di vivere le loro vite, come tutti.

Ad un certo punto, dopo un anno particolarmente negativo, mi sono detta che la vita, la mia vita, non poteva essere questa. Non poteva essere tutto qui e non potevo ridurmi a comportarmi come una leccaculo, perché non lo ero affatto. Stavo morendo un po’, pian piano, un giorno dopo l’altro, senza vedere in ciò che facevo un senso più grande.
Doveva esserci qualcosa di più che potesse rendere la mia vita una vita piena e soddisfacente, in linea con i miei valori, i miei desideri, le mie capacità e i miei sogni.
Mi sono svegliata una mattina e ho avuto una folgorazione: il lavoro è solo un lavoro.
Io potevo andarmene.

A quel punto è nato qualcosa nel mio cuore. Ho ritrovato quel cassetto dove avevo chiuso tutta la mia fantasia e i miei sogni ad occhi aperti e l’ho riaperto… scatenando le idee (cit).
Da allora giorno dopo giorno il peso che sentivo nel cuore ogni volta che entravo in ufficio alle 8 è andato via via scomparendo, e anche i miei colleghi leccaculo hanno iniziato a darmi meno fastidio. Mi piacevano perfino!
E ho capito una cosa:

ero io che davo agli altri il potere di farmi del male,
ed ero sempre io che potevo decidere
di non dare più agli altri questo potere su di me
.

Paure, ansie e auto-sabotaggi sono quei campanelli di allarme che ci impediscono di fare ciò che sentiamo giusto. Credevo che fossero una debolezza, ma ho capito invece che c’è sempre un piano, che il mio istinto conosce e che io devo avere fiducia in lui e ascoltarlo.
Ecco il mio insegnamento: devo imparare ad ascoltarmi meglio.
Non c’è nessuno che mi corra dietro, ogni cosa arriva a suo tempo e soprattutto “Ogni viaggio inizia quando abbiamo ben chiara la meta”.

Un ingrediente che non può mancare

È vero, nessuno ci corre dietro, ma se vogliamo realizzare i nostri sogni nel cassetto da qualche parte si deve pur cominciare.
Raccogliamo il coraggio e stiamo pronti per l’azzardo, ma il vero ingrediente che non può mancare quando si inizia un’avventura come questa, allineata a ciò che sei, ricca di sfide dove ti dovrai mettere alla prova e con insidie e tranelli pronti a farti inciampare, è il cuore.
Avere un cuore saldo e un grande amore per quello che si fa sono ciò che ti serve veramente per arrivare al successo. Quello che ti ridarà forza quando ti sentirai debole, quello che allontanerà le tue paure e ti aiuterà ad andare avanti per la tua strada verso la meta. Non solo economica, ma prima di tutto personale.

afferra i tuoi sogni

Trovare la propria vita creativa

Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita.

Ho sentito questa frase una volta in quinta superiore e da allora non l’ho più dimenticata. Non ricordo né il contesto né chi me l’ha detto, ma ora so che piano piano ha scavato un solco dentro di me arrivando al mio cuore.
E facendomi capire che questo insegnamento è tanto prezioso quanto vero.

Il corso che ho concluso sabato, con un esame finale da cardiopalma – come ogni esame degno di tale nome – è la prova che il lavoro fatto col cuore, con amore, con passione si riconosce e non solo è apprezzato ma riesce a dare qualcosa di più alle persone.
Come dicevo, è stato un po’ come il primo bacio di un amore segreto che custodivo nel cuore da tanto tanto tempo. E come ogni primo bacio che si rispetti non è una conclusione, ma un inizio, una promessa.
È un piccolo bocciolo di rosa che andrà nutrito nel tempo per poter infine sbocciare.

In conclusione

Insomma, ciò che serve davvero per fare un buon lavoro è passione, amore per ciò che si fa e desiderio di darlo ad altri, al mondo.
Il corso in sé mi ha aiutato a convivere con questo periodo apparentemente nero che invece mi fatto dei doni preziosi.
Sono convinta che, così come le pause nella musica enfatizzino la bellezza dell’armonia, anche i silenzi e le attese servano a dare più valore a ciò che sta per arrivare.
Quindi, un buon proposito per l’anno nuovo, voglio tirare fuori da quel cassetto i miei sogni e finalmente libera da gabbie inutili costruire la vita creativa che ho sempre sognato, con amore e con passione.
Voglio riprendermi il potere che ho svenduto ad altri e procedere al mio ritmo verso la mia meta, un passo dopo l’altro.
Ogni viaggio inizia con un passo, ma non certo con un passo a caso.

Con questo post un po’ meno tecnico ma più ricco di cuore chiudo il 2017.
Come sanno bene gli iscritti alla newsletter (al quale ho fatto qualche confidenza in più), quest’anno mi ha portato un sacco di cose.
Sono contenta del mio 2017 e attendo le sfide del prossimo anno.
Ci sentiamo l’11 gennaio, con qualche novità.

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