inno alla libertà e ad uno stile di vita diverso

Inno alla libertà

Partiamo da una grande verità che spesso dimentichiamo: siamo tutti diversi.
Abbiamo tutti caratteristiche diverse, personalità diverse, nessuno è uguale a qualcun altro. Neanche i gemelli omozigoti.
Tutti, tutti, tutti siamo qui per vivere la nostra diversità.
Eppure finiamo col vivere una vita omologata, ad adattarci ad uno schema senza neanche domandarci se rispetta la nostra diversità.

Capisco che per molti versi questo modello sia più semplice, sicuro, meno faticoso. Ma per alcuni – per me – non è un modello sostenibile.
Anno dopo anno, esperienza dopo esperienza, sto iniziando a capirmi. E a capire di cosa ho bisogno veramente.
Forse sono pazza a pensarla così, forse sono una sognatrice, ma come diceva anche John Lennon “I’m not the only one”, e io voglio essere libera.
E non credo di essere l’unica, anzi credo di avere parecchia compagnia e perciò forse le cose dovrebbero iniziare a cambiare. E possono farlo solo quando ognuno di noi inizierà a domandarsi cosa vuole fare davvero della sua vita.

Questo modello in cui siamo introdotti tutti è davvero un modello sano?
Vivere una vita fotocopia l’una con l’altra, spalmarci in piano sotto il rullo compressore per otto ore al giorno tutti i giorni per viverci veramente solo dopo lavoro, nel week end (se sei fortunato), o nelle ferie estive o invernali è veramente abbastanza per noi?
No, perché a me sembra sempre più una gabbia.
Una scatola impostata a tavolino dove tutti finiamo con l’essere a due dimensioni, numeri che non ci raccontano sul serio.
E voglio uscire da quella scatola.
Io mi sono data questa risposta, così come a suo tempo ho avuto bisogno di darmi da sola le mie risposte per capire in cosa credevo anche in ambito spirituale.
Capirlo è un viaggio introspettivo dentro se stessi, de-costruendosi un po’ per volta per fare spazio al “te autentico” e ad un esigenza che parte da dentro.

Il mio primo insegnante, la mia musa più grande, la mentore per eccellenza è la Natura.
Da lei e dalla sua semplice saggezza ho sempre imparato grandi cose. Lei non crea nulla in più di quel che serve e ti insegna l’equilibrio e l’armonia tra gli elementi.
La Natura un ecosistema perfetto. Armonioso, equilibrato, autosostenibile.
L’esempio su cui voglio creare un nuovo modello per me, che sia di vita o di business.
Un modello alle mie regole, che si adatti a me e ai miei ritmi.
Un modello più libero e naturale.
Questa è la mia scelta. Questa è la mia visione.

E sì, questo non comprende più da un pezzo un lavoro “inquadrato” né il posizionarmi dentro “un quadratino” sociale.
Ho trent’anni compiuti (e navigati), ho una vita davanti e voglio riempirla di cose, esperienze, avventure, anche sbagli magari ma pur sempre tentativi verso la strada che ho scelto.
Chi non fa nulla non sbaglia mai: è il primo insegnamento che ho avuto dal mondo del lavoro.
Bene mondo, non voglio arrivare alla fine della mia vita lavorativa, alla pensione (nel caso mai io ci arrivi) e rimpiangere tutti gli anni di vuota attesa finché arrivata al traguardo non so nemmeno cosa farmene di quella libertà, perché uscirei appiattita da tutti questi anni sotto il rullo compressore.
Non voglio buttare più di quarant’anni di vita.
Voglio riempirli fino a scoppiare.
E forse è una strada difficile, ma è l’unica che mi permette di fare davvero quello che voglio.

Ehi, magari anche questo è uno sbaglio.
Ma io voglio sentirmi anche libera di sbagliare.
E se a trent’anni vedessi già il mio destino scritto e immutabile – che in questo momento storico nel mondo del lavoro penso sia l’utopia più grande – allora forse davvero sarebbe meglio se restassi dentro al mio quadratino, dentro alla mia scatola.

Siamo tutti diversi.
C’è chi cerca la sua scatola.
Chi pensa di volerla, come me, e poi scopre che gli sta stretta.
Chi di scatole non vuole assolutamente sentirne parlare.
Qual è la tua strada? Cosa ti rende felice?
Quanto costa la tua libertà?
Quello che stai “pagando” ti va bene o è troppo?
Non rispondere a me, rispondi a te stessa!
Le scatole si aprono, dalle gabbie si esce e il futuro ancora non esiste; è una pagina bianca che possiamo riempire come vogliamo.
Io nella mia diversità ho deciso di ascoltarmi dentro e credere in me stessa, e di zittire quella vocina interiore che mi sabota ogni volta e mi dice “ma dai, quella scatola non è così male” dimostrandole coi fatti che qui fuori si sta meglio e si può fare!

E sarà una strada solitaria. Chi potrebbe capirla infondo?
Dicevo che siamo tutti diversi no? Ma siamo anche tutti umani.
E facciamo fatica a decidere di “fare fatica” e di credere nei nostri sogni.
E se qualcuno ci prova a buttare fuori il naso e fare il salto, una parte di noi non capisce.
Una parte di noi ha paura.
Non per chi fa il salto, ma per noi stessi.
Perché ci rendiamo conto che quella vocina che dice “esci anche tu” ce l’abbiamo anche noi da qualche parte. E ti ritrovi inconsciamente a pensare “ah, ma si può fare anche così?“.
Sì! Sì amica mia, si può fare anche così.
E nel farlo devi accettare anche tu che questo pensiero si sviluppa con effetto domino nella mente degli altri, e anche tu non sarai capita e magari sarai criticata – magari dalle persone da cui vorresti supporto.
Ma chiediti veramente, la tua indole cosa ti chiede di fare?
Magari ti chiede di saltar fuori da quella scatola.
Magari ti chiede di restare. Infondo, chi te lo fa fare?

E quindi forse è vero: siamo tutti diversi e siamo tutti soli nella nostra diversità, ma se è veramente così siamo anche tutti insieme in questa diversità e forse questo più di ogni altro schema o modello sociale può farci sentire più uniti invece che divisi.
Forse si tratta solo di abbracciare una nuova forma di libertà.
Forse si tratta solo di capire cosa ci può far sentire veramente liberi e seguire quella strada.

Io però ho scelto di fare questo. Ho scelto di essere libera.
E se sei come me, mia cara coraggiosa amica, prendi la rincorsa, raccogli tutte le tue forze e salta fuori dalla tua scatola. Qualunque essa sia.
Respira l’aria fresca qui fuori e alza gli occhi verso il cielo.
La strada è di fronte a noi.
Iniziamo a percorrerla oggi.

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