Scrittura, da terapia a strategia

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Hai un diario?
E ci scrivi tutti i giorni?
[spoiler: No? Opportunità sprecata, ma oggi ti offro la soluzione! Continua a leggere!]

Io ho sempre avuto un diario fin da bambina ma no, non avevo l’abitudine di scriverci tutti i giorni.
Ho una scatola piena di quadernetti (anche quei libretti con il lucchetto, te li ricordi?) che raccolgono i miei pensieri di una vita e qualche volta quando risistemo libri e cianfrusaglie a casa mi perdo anche via a rileggerli velocemente. Mi trasportano per un attimo in quegli anni in cui scuola, amicizie e amori erano i grandi problemi della vita.

Col tempo ho capito che scrivere i miei pensieri nero su bianco mi ha insegnato due cose importanti:
1) ascoltarsi e capirsi;
2) tramutare in parole idee e pensieri e renderli comprensibili anche a chi non sa assolutamente di cosa sto parlando.
Due cose che io do per scontate, ma che lo sono solo per me e che rendevano la lettura a posteriori intrigante anche a distanza di anni.
Bisogna anche dire che più crescevo, più le notizie diventavano succose! Ma leggendo molti libri ho anche imparato a formulare frasi via via più complesse e a dare carattere e stile ai testi che scrivevo.

Riuscivo a trasformarli quasi in racconti a volte.
Anzi, ci ho provato! Nel 2011, dopo un anno veramente difficile, ho provato a scrivere i miei ultimi sei mesi in una storia, un romanzo. Che non ha mai superato il primo capitolo, sappilo.
Ho iniziato vedendo nella scrittura un modo per buttare fuori pensieri, cose brutte che non volevo più tenermi dentro, un modo per elaborare le mie opinioni.
Una vera e propria terapia della scrittura!

Più o meno in quel periodo è nato Walking in Cirlce, il mio primo blog, e lì sì che ci scrivevo praticamente tutti i giorni.
Curo ancora sporadicamente quelle pagine online, ma ammetto che mi ci rifugio sempre meno ultimamente.
Tuttavia sono state terapeutiche anche nell’apprendere cosa significa avere costanza nel pubblicare qualcosa e i vantaggi di avere un blog invece che un diario.
All’inizio era nato proprio come mio “diario digitale”, tanto che era proprio privato su blogger. Poi sono passata a wordpress.com e ho deciso di tenerlo pubblico. “Tanto non mi seguiva nessuno”.
Invece più scrivevo più la gente mi leggeva.
Nel 2012-2013 quando pubblicavo con costanza tutti i giorni le mie statistiche hanno avuto un picco verso l’alto allucinante, tanto che mi sono un po’ impressionata e mi facevo qualche scrupolo a continuare a tenere quel blog come un diario digitale.

Ho capito che pubblicare un blog post, anche su un blog personale, non è la stessa cosa dello scrivere una pagina di diario e che ci si deve prendere la responsabilità di ciò che mandi nell’etere, perché è potenzialmente raggiungibile da chiunque.
Quindi la terapia si è trasformata in responsabilità.

Fino a che è arrivato il 2016 e qualcosa si è risvegliato dentro di me.
Ho iniziato a dare un taglio diverso ai miei post e a scrivere con più costanza e con più cognizione di causa, senza perdere il taglio squisitamente personale che amavo dare ai miei post.
Ed è successo che il mio blog è risorto (nei tre anni precedenti non avevo quasi più scritto) ed è pure cresciuto!
E questo mi ha dato lo slancio per essere dove sono arrivata ora.

Quindi cosa significa ora per me scrivere?
Decisamente non è più una terapia, almeno non la parte di scrittura che pubblico.
Ho capito (altre) 2 cose:

  1. Quando pubblico online devo avere un messaggio costruttivo  da mandare nel web
    Voglio condividere ciò che ho imparato nel tempo, perché io lo do per scontato ma non è scontato per altri.
    Voglio continuare a condividere riflessioni e pensieri relativi al tema della comunicazione, che mi sta a cuore.
    E voglio offrire la parte migliore di me, senza l’intercalare dei miei pensieri e dei miei giudizi in proposito che magari interessano a pochi.
    Per farlo devo scrivere in modo più efficace, dando alla mia scrittura uno scopo strategico che mi aiuti a raggiungere i miei obiettivi, a realizzare la missione, sia per me che per il mio business.
  2. Mi serve un diario cartaceo:
    Come l’aria!! Mi serve come l’aria!!
    Lì scrivo di getto, mi confesso peggio che con uno psicologo e soprattutto mi tengo monitorata.

Ho deciso infatti a partire dal mese di agosto (un mese di grandi cambiamenti e preparativi) di tenere traccia giornalmente di come vivo la mia vita.
Come una vera terapia!
Tengo traccia della data, della fase lunare, dei giorni del mio ciclo, dell’umore, del mio stato di salute, mi do un voto rispetto al mio piano degli obiettivi da raggiungere e trascrivo qualche pensiero.
Parola d’ordine “Niente lagne! Solo pensieri costruttivi”.

2 consigli per te

Ora che è estate e tutti sono in vacanza, ora che vanno tutti a basso regime, abbiamo più tempo per rallentare e pensare a noi stessi.
Possiamo fermarci e decidere verso dove dirigere i nostri passi prima della rincorsa.

Ora che magari siamo immerse nel planning 2018-2019 e dai piani editoriali per l’autunno, ora che stiamo decidendo come impostare il nostro lavoro, proprio ora, ti offro un consiglio (anzi 2) presi proprio da questa mia esperienza estremamente costruttiva con la scrittura on e off line:

 

ASCOLTATI

  • Metti in agenda anche il tempo per dare spazio ai tuoi pensieri.
    Dedicati 10 minuti al giorno a fare del sano journaling e vivilo come se fosse parte del tuo lavoro (perché lo è) e se già lo fai, ma non lo rileggi, prenditi il tempo per riascoltare le tue parole e trovare uno schema che si ripete.
    Siamo esseri umani, abitudinari, siamo fatti di cicli.
    Soprattutto se sei una donna!

Hai già un diario?
Magari sì, ma come lo organizzi?
Io uso il metodo del Bullet Journal e tengo accanto alla mia agenda un diario puntinato con un layout che ho inventato io per il tracking delle mie giornate.
Di solito ci scrivo la sera o il mattino del giorno dopo, ma sempre in riferimento al giorno prima.

Se non sai cosa sia un Bullet Journal ti consiglio questo libro: è chiaro e raccoglie in un posto solo, e in modo organizzato, tutto quello che c’è da sapere riguardo a questo metodo completamente personalizzabile per la tua organizzazione quotidiana.

Questo è lo schema del mio layout.


L’ho fatto anche stampabile!

Stampi fronte e retro, lo tagli a metà per farlo diventare un A5 e lo pieghi. Ne esce un bel libricino! Se hai anche pazienza puoi cucirlo, ma io mi trovo meglio a mettere un nastrino per tenerli tutti assieme, così posso rifornirlo di fogli alla bisogno.

Se lo vuoi, scaricalo pure; è gratis!

 

STABILISCI OBIETTIVI AUTENTICI

  • Pensa ai tuoi post come se fossero messaggi in una bottiglia: non lanciarli a caso.
    Se devi lanciare un SOS, scriverai “Aiuto sono bloccata su un’isola deserta, venitemi a prendere che sono qui!”, non ci scriverai la tua biografia. Certo, un po’ di te passerà ma sarà sempre orientata ad uno scopo.
    Uno scopo strategico.
    Quindi separa la terapia dalla strategia.
    Renderà i tuoi più testi leggibili e più efficaci, perché stai tenendo conto di dove scrivi, a chi e soprattutto perché.

 

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