Regala un’emozione

Regala un’emozione

Abbiamo parlato di struttura e di architettura dei contenuti di un blog post, ma parliamo anche del processo di scrittura vero e proprio!

Trova l’ispirazione

Quando ci mettiamo davanti al foglio bianco, per quanto abbiamo in mente dove vogliamo arrivare, dobbiamo sforzarci di cambiare modo di pensare.
Non possiamo più essere strateghi che pianificano la struttura del post e i contenuti da inserire. Dobbiamo diventare dei cantastorie.

Quindi cambiamo mentalità!
Creiamoci il nostro momento solo per la scrittura, silenziamo telefoni, accendiamo candele e profumatori, se serve. Creiamo l’atmosfera per metterci comodi e iniziare a raccontare una storia.

Racconta una storia

Io per prima mi accorgo che mi fermo a leggere più spesso testi che mi trascinano avanti, una parola dietro l’altra, grazie alla curiosità. E non c’è modo migliore di una bella storia per stimolarla.
La chiave sta qui: una storia, che incuriosisca, che racconti qualcosa che possa catturare il lettore.
Pensaci, tu da cosa sei incuriosito?

La maggior parte delle volte ciò che rende avvincente una storia è un cambiamento, un’evoluzione.
Da una situazione iniziale passiamo ad un conflitto, che ci porta vicini a chi scrive perché sentiamo quel conflitto vicino a noi. Proseguiamo nella lettura perché vogliamo sapere come va a finire, come andranno le cose. Vogliamo la soluzione!
Tutto qui. Questa è la ricetta per la storia perfetta.

Seduci con le parole

Certe parole richiamano la nostra attenzione.
Alcune magari perché sono inusuali, ma la maggior parte delle volte è perché le associamo ad uno stato d’animo che conosciamo e ci suscita un’emozioni.
Se parlo di sedurre sarà subito chiaro che ciò che voglio provocare nel nostro lettore sia un forte trasporto, amoroso quasi.
Deve amare le nostre frasi, farsi rapire dal fluire delle parole.

E del ritmo.
I testi hanno ritmo, una cadenza. Come una formula magica, che quasi leggi senza accorgertene perché le rime ti scivolano tra le labbra.

Ecco! Questo è l’effetto che terrà i nostri lettori incollati al testo.
Ho parlato di parole, di rime, ma la verità è che questi sono solo mezzi per ricorrere all’unico trucco in grado di dare vita alle nostre storie: le emozioni.
Un testo freddo, distaccato e senza sentimento, lo riconosciamo subito e lo evitiamo. Lo leggiamo “solo se proprio non posso farne a meno”, come una spiegazione in un manuale.
Ma Shakespeare che scrive del primo incontro tra Romeo e Giulietta lo leggiamo quasi recitandolo nella nostra mente, perché ci stiamo innamorando come i due giovani, siamo colmi di questa emozione e ne vogliamo ancora.
Questo è sedurre con le parole.

Di’ qualcosa di più

E infine, raccontata la nostra storia, diamo quel messaggio nostro, autentico, quel ponte tra il sogno e la realtà. Tra le righe infiliamo i nostri valori, parliamo della motivazione che ci smuove (il nostro perché) e diciamo così chi siamo, cosa facciamo e cosa vorremmo che il lettore facesse adesso per continuare a scoprire la nostra storia.
Iscriversi alla nostra newsletter, cliccare su un certo link (che magari dà su una nostra sales page) o condividere questa storia e i nostri valori sui suoi canali social.

Se siamo stati bravi e abbiamo trasmesso un’emozione oltre al nostro contenuto il lettore sarà molto più propenso a fare ciò che gli chiediamo. Anzi, forse potrebbe farlo senza che glielo domandiamo direttamente se lo abbiamo emozionato davvero o gli abbiamo regalato un momento di vera ispirazione. O magari se gli abbiamo risolto un problema e sollevandolo da un dubbio o una paura inespressa (o di cui magari non era cosciente).

Questi sono i post che prendono per mano il nostro lettore e lo portano lungo un percorso, come in un viaggio e che alla fine porterà il lettore ad incuriosirsi e a restare con voi, in attesa del prossimo post.

Hai tutto quello che serve?

Hai tutto quello che serve?

Siamo all’inizio di un nuovo anno e, come quando ci prepariamo per un viaggio, prima di partire è meglio fare un rapido check di ciò che abbiamo messo nello zaino.

Prima di partire

Non è mania di controllo, serve avere le idee ben chiare prima di partire per un viaggio. Così come serve fare una buona analisi prima di decidere una strategia da seguire, quindi se non hai fatto un check prima di partire, ecco qui sotto 5 punti essenziali da rivedere prima di superare la soglia di casa e mettersi in cammino.
Del resto ad ogni avventura che si rispetti serve un’adeguata preparazione.

  • Obiettivi
    Ci sono viaggi che hanno delle mete specifiche.
    Città, località particolari, posti speciali. New York, la Normandia, Machu Picchu.
    Così anche il nostro viaggio ha bisogno di una meta, di obiettivi da raggiungere, o rischiamo di perderci lungo la strada.
    Stabiliscili prima di partire. Hai bisogno di avere ben chiari gli obiettivi prima di uscire di casa, zaino in spalla. Perché saranno loro che orienteranno i tuoi passi.
    Ho stabilito i miei obiettivi verso la fine dello scorso anno e su di essi ho deciso tutto ciò che andrò a fare nei prossimi mesi.
    I miei obiettivi sono la mia bussola, per non perdermi.
    Vanno scelti con attenzione e devono essere alla nostra portata, ben definiti e misurabili. Come fai a sapere se hai raggiunto quell’obbiettivo altrimenti?

 

  • Budget
    Si parlava di mete alla nostra portata, no?
    Se voglio andare a New York dovrò prendere un aereo, e come posso farlo se ho poco più di quattro spicci in tasca?
    I soldi influiscono sul nostro viaggio. C’è poco da fare.
    Sono come l’ago di una bilancia, per quanto sia scomodo ammetterlo. Sono il carburante che ci permette di continuare lungo il nostro percorso.
    Prima di partire, quindi, dobbiamo stabilire degli altri obbiettivi. Economici questa volta. Stabiliscilo ora, a inizio anno. Senza paura.
    E se hai bisogno di fare pace con loro (come me), molti mi hanno consigliato questo libro. Spero che ti possa aiutare.

 

  • Mappe
    Scelta la meta e capite le tue possibilità economiche, butta giù un itinerario.
    Se te lo stai chiedendo, sì, io sono una di quelle che programma tutto. Sono in grado di programmare anche dove andare a mangiare e stabilire in base agli orari dei bus quanto tempo stare dentro un museo per ottimizzare i tempi.
    Lo so, non sempre avere questa mania del controllo va bene. Rischia di farti perdere il bello dei viaggi. Ma devi avere un programma. Anche col tuo business. Ti serve per non perderti o andare fuori rotta.
    È così che organizziamo le nostre attività e stabiliamo nel dettaglio il nostro piano marketing ed il calendario editoriale della nostra comunicazione. E anche cosa ci porterà entrate e ci aiuterà a fare fatturato.
    Serve un piano, perché navigare a vista è pericoloso e rischi di restare impantanato.

 

  • Nello zaino
    Scarpe, vestiti, carica batterie, documenti, diario, libri, macchina fotografica. C’è tutto?
    Bene, ci siamo.
    Quando viaggi, porti nel mondo chi sei.
    Ti racconti e condividi le tue esperienze (perché un’avventura può essere bellissima anche da sola, ma non riesci a non raccontarla o a condividerla con qualcuno).
    Come condividi il tuo viaggio?
    Che canali usi?
    Ti sei chiesta se sono quelli giusti? Puoi fare un check e chiedere un consiglio.
    Non è mai sbagliato chiedere aiuto (o le indicazioni per strada, se ci siamo persi).
    Puoi decidere di farti un selfie da sola, con alle spalle la Statua della Libertà. O puoi scegliere di chiedere ad un passante di scattarti una bella foto che ti ritragga meglio e concentrarti nel mostrare il tuo bel sorriso. Infondo non sempre possiamo far tutto da sole.

 

  • Cibo
    Io non esco di casa neanche per fare la spesa senza una bottiglietta d’acqua in borsa. Davvero!
    Figuriamoci se possiamo affrontare un viaggio senza pensare a come nutrirci.
    Infondo è un bisogno fondamentale!
    Ora, che sia un bel panino col prosciutto, un corso di formazione che ti insegni qualcosa di nuovo o un momento di cura per noi stesse alle terme, l’importante è che ci sia.
    E mettilo nel tuo programma! Inserisci anche la serata al ristorante per concederti del buon cibo, il pomeriggio alla spa (o in giro a librerie e negozietti senza meta se prefersisci).
    Va bene nutrirci anche di attimi liberi.
    Datti spazio, alimenta così la tua creatività. Lasciati ispirare e respira. È un atto d’amore verso noi stesse. E non trasforma il nostro piacevole viaggio in una corsa a perdifiato.
    Alimentiamo così i nostri sogni e la nostra motivazione. O finiremmo non riusciremmo a muovere più di un passo.

Partenza

Bene, siamo pronte.
Possiamo partire. Via!
Nuovo anno, preparati perché sto arrivando!
No, aspetta… manca una cosa.

Ma ce l’hai già, non hai bisogno di tornare indietro a prenderlo.
Sta dentro di te. È il tuo messaggio, la tua natura, il tuo perché. È ciò che vuoi portare nel mondo. È il tuo “desiderio di avventura”, quello che ti ha fatto sognare questo viaggio e che ti ha dato la forza di fare il primo passo oltre la soglia.
Non dimenticartelo mai. È ciò che ti fa sorridere finché cammini verso le tue mete.
Magari non sorridi tutti i giorni, ma quel sorriso è sempre lì. Nascosto nell’angolo delle tue labbra, pronto ad uscire e a riempire di luce i tuoi occhi, quelli con cui guardi il mondo, e quelli attraverso il quale ti racconti.
È ciò che alimenta la tua storia. E i tuoi contenuti.
Perché la miglior strategia al mondo, senza dei buoni contenuti, non sta in piedi.
Serve la tua buona idea a tenere insieme il tuo piano di viaggio. Ed è da quella che devi attingere per fare davvero la differenza quest’anno, e vivere un’avventura meravigliosa.

Io ti auguro di cuore uno splendido inizio d’anno. E voglio citare (solo per questa volta) una delle mille frasi che ho visto girare su Facebook tra i miei contatti in piena febbre da auguri.
Tutti gli anni sono uguali se non si fa qualcosa per cambiarli”.

Il valore delle parole

Il valore delle parole

In questi giorni di fine ottobre, con l’autunno che avanza, mi ritrovo sempre più spesso a casa a leggere e qualche giorno fa mi sono ritrovata a pensare alle parole e a come a volte vogliamo possederle. 

Quando comunichiamo cerchiamo sempre di trovare le parole giuste. Il che va bene, e fin qui tutto ok, ma quando andiamo in cerca della parola più adatta finiscono col venirci in mente parole già sentite, già lette, già usate da altri. Magari altri esperti del nostro settore. E ci scervelliamo per trovare parole più originali, per essere più originali. Per trovare parole nostre, spinti dal bisogno di distinguerci.
Paradossalmente però questa ricerca dell’originalità può allontanarci dalla nostra vera voce e dalla comunicazione semplice e naturale che desideriamo creare. (altro…)

Storytelling: 3 ingredienti must

Storytelling: 3 ingredienti must

Che storia stai raccontando?
Col tuo brand, che messaggio stai lanciando nel mondo?

Quando siamo all’inizio e dobbiamo pensare a come raccontare la nostra idea, la prima domanda che ci facciamo è come farlo.
Come raccontare la nostra idea, darle forma e come farla arrivare al nostro pubblico e fare in modo che si innamorino di lei come noi?
Insomma, da che parte iniziamo per costruire la storia del nostro brand?

Se ci fosse una ricetta per creare lo storytelling perfetto sicuramente avrebbe almeno tre ingredienti.

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Essere creativi

Essere creativi

Nel 2016 una buona amica mi ha consigliato un libro speciale. All’epoca non era ancora diventato il tormentone o un best seller quindi per me si rivelò una scoperta sotto ogni aspetto.
Questo libro mi ha risvegliato qualcosa dentro e una volta all’anno inevitabilmente ritorno sempre sulle sue pagine e ogni volta la mia creatività ne esce rigenerata e carica.

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Inno alla libertà

Inno alla libertà

Partiamo da una grande verità che spesso dimentichiamo: siamo tutti diversi.
Abbiamo tutti caratteristiche diverse, personalità diverse, nessuno è uguale a qualcun altro. Neanche i gemelli omozigoti.
Tutti, tutti, tutti siamo qui per vivere la nostra diversità.
Eppure finiamo col vivere una vita omologata, ad adattarci ad uno schema senza neanche domandarci se rispetta la nostra diversità. (altro…)

L’importanza del perché

L’importanza del perché

Sono molto diversi i motivi che ci spingono verso la libera professione.
Che sia per vocazione o necessità però, tutti noi dobbiamo tenere presente che per riuscire a trasformare il nostro hobby in un vero lavoro quello che ci serve è un perché.
Questo, semplicemente questo: un perché.
Ma non è un “semplice” perché.
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Chi ha un perché sopporta ogni come

Chi ha un perché sopporta ogni come

Ogni grande impresa, ogni nuova avventura, per arrivare al successo ha bisogno di una cosa:
una buona ragione a sostenerla
.

È da poco passato il giorno della memoria e ogni anno quando penso a quel periodo storico penso ad una frase: “Chi ha un perché sopporta ogni come”.
Dopo averla sentita una volta in gioventù mi si è impressa nella testa ed è diventata una specie di mantra in cui credo profondamente.
Chi ha un forte perché può ottenere tutto ciò che vuole. (altro…)

Un pensiero sul #metoo

Un pensiero sul #metoo

Molti in questi giorni avranno sentito parlare dell’hashtag #metoo, o #quellavoltache in Italia, e che nasce dal tweet di protesta di Alyssa Milano per lo Scandalo Harvey Weinstein. Il produttore televisivo è accusato di aver molestato e violentato diverse attrici hollywoodiane. Ne hanno parlato tg e programmi tv in tutto il mondo.
L’intenzione dell’attrice era portare il tema oltre il caso specifico e denunciare un problema nel sistema televisivo e non solo dove episodi come questi sono “normali”.
Questa denuncia nata su Twitter è arrivata anche su Facebook e Instagram e ha dato inizio ad un’enorme onda di consensi e solidarietà, sia nelle schiere femminili che in quelle maschili.

Ora non voglio concentrarmi su questa questione specifica perché è già stata raccontata ampiamente qui, qui e qui.
Vorrei fare un ragionamento. Su com’è il mondo del lavoro. (altro…)