Spezziamo una lancia a favore di Facebook

Spezziamo una lancia a favore di Facebook

Se ne dicono tante contro il social blu: che è finito, che ci si trova solo gente che inveisce contro altra gente, che ormai è un social per vecchi.
Mentre per l’ultimo punto potrei anche essere d’accordo (in favore di Instagram e Youtube ad esempio, dove gli utenti più giovani si stanno spostando), sugli altri due ho qualcosa da dire.

Non è un social per vecchi

Tutte le volte che qualcuno mi dice che non usa più facebook o non vuole più investire su facebook perché è un social che “non gli piace visto che è frequentato da gente che ha sempre da inveire contro gli altri” e che ormai “è un social che sta morendo e che non gli porterebbe niente” mi fermo sempre a far riflettere queste persone su un paio di cose.
La prima è che Facebook è un canale, non un fine. Si tratta sempre di tenere una visione più dall’altro e ricordarsi che non stiamo su Facebook come persone ma come business. E che in realtà bisogna riconoscere a Facebook alcune grandi conquiste.

Ha completamente rivoluzionato le nostre abitudini

Ora anche i nostri genitori hanno un profilo Facebook (e mi verrebbe da dire anche i nonni più tecnologici, per alcuni). Si tratta di un social network che ha cambiato il nostro modo di vivere la giornata.
Pensate a quante volte state guardando la tv (altra rivoluzione delle abitudini quotidiane delle persone) e finite con il tirarvi vicino il cellulare e controllare una notifica o addirittura essere voi che per noia andate a fare uno scrolling infinito della sezione Notizie di Facebook.
Ormai questo essere multitasking è diventato parte della nostra quotidianità. Personalmente posso non apprezzare questo trend, ma mi tocca ammettere che è una realtà. E questa realtà è nata con Facebook e si è estesa a macchia d’olio con gli smartphone.
Solo un dato per darvi un’idea: per una percentuale altissima di persone che navigano su internet Facebook è ancora il browser principale di accesso alla connessione. Significa che è la prima pagina che aprono appena accedono a internet e che dalle notizie su Facebook dirigono la loro ricerca. Sulla base degli stimoli proposti dalle notizie sulla loro sezione Notizie.
Dite che questo è poco?

Questo che significa per un business?
Che le abitudini delle persone ci aprono spontaneamente una porta per mostrare loro qualcosa che ci riguarda. Un appiglio, un amo, un piccolo aggancio per solleticare la loro curiosità.

Si va su Facebook per cazzeggiare

Dato quanto scritto sopra questa è una conseguenza logica. Chi userebbe Facebook come primo sito da visitare o chi sbloccherebbe il suo cellulare per scrollare la sua app se non una persona che non ha molto di meglio da fare? (O una persona che cerca di evadere da quello che dovrebbe fare?).
Parliamo di come i social risucchino il nostro tempo, ma perché sono fatti apposta per farlo. Sono diventati mezzi di intrattenimento, che navighiamo senza metterci tanta attenzione.

Questo che significa per il business?
Che le persone che stanno su Facebook hanno le difese abbassate.
Navigano distrattamente, alla ricerca di appigli che catturino la loro attenzione (di cui parlavo sopra) e che noi possiamo intercettare facilmente individuando intelligentemente il nostro target e i suoi bisogni e passioni. Intercettando così una domanda latente.

Facebook ha una grandissima mole di dati

Tutti i mi piace, le pagine che visiti, i commenti che lasci, tutte le attività che fai e le informazioni che condividi sono dati preziosi che Facebook raccoglie.
La cosa più incredibile è che gli utenti forniscono questi dati spontaneamente. Condividere momenti, preferenze, passioni e idee e rimanere in connessione con gli altri è l’idea di base di Facebook. È il motivo per cui le persone sono su Facebook. Tuttavia queste informazioni sono preziosissime se sei un business che vuole promuoversi su questo canale.

Questo che significa per il business?
Una cosa importantissima: ti da la possibilità di arrivare alle persone giuste, con il messaggio giusto e al momento giusto (quando hanno le difese abbassate, come detto prima). In pratica è come se ti permettesse di creare una porticina minuscola che supera la barriera difensiva delle persone e di far passare il tuo messaggio sotto la corazza, dove il terreno è più fertile. Chiamaci poco.

Un piccolo spoiler

Per chi vuole promuovere la propria attività e acquisire visibilità quindi Facebook è ancora un grande strumento per farsi pubblicità e acquisire contatti e interazioni con il proprio pubblico e attrarre dei possibili clienti in target!
Ma cosa serve per avere una strategia vincente e promuoversi nel modo giusto sul grande social blu?
Ne parleremo meglio nel post della settimana prossima, ma ti lascio un piccolo spoiler: target, messaggio e budget.

Il valore delle parole

Il valore delle parole

In questi giorni di fine ottobre, con l’autunno che avanza, mi ritrovo sempre più spesso a casa a leggere e qualche giorno fa mi sono ritrovata a pensare alle parole e a come a volte vogliamo possederle. 

Quando comunichiamo cerchiamo sempre di trovare le parole giuste. Il che va bene, e fin qui tutto ok, ma quando andiamo in cerca della parola più adatta finiscono col venirci in mente parole già sentite, già lette, già usate da altri. Magari altri esperti del nostro settore. E ci scervelliamo per trovare parole più originali, per essere più originali. Per trovare parole nostre, spinti dal bisogno di distinguerci.
Paradossalmente però questa ricerca dell’originalità può allontanarci dalla nostra vera voce e dalla comunicazione semplice e naturale che desideriamo creare. (altro…)

Storytelling: 3 ingredienti must

Storytelling: 3 ingredienti must

Che storia stai raccontando?
Col tuo brand, che messaggio stai lanciando nel mondo?

Quando siamo all’inizio e dobbiamo pensare a come raccontare la nostra idea, la prima domanda che ci facciamo è come farlo.
Come raccontare la nostra idea, darle forma e come farla arrivare al nostro pubblico e fare in modo che si innamorino di lei come noi?
Insomma, da che parte iniziamo per costruire la storia del nostro brand?

Se ci fosse una ricetta per creare lo storytelling perfetto sicuramente avrebbe almeno tre ingredienti.

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Comunicare “semplice”

Comunicare “semplice”

Ansia da pagina bianca?
Magari no, ma quello che scrivi è veramente il meglio del meglio?
O rileggendolo ti rendi conto di essere stata prolissa, di aver tergiversato per paragrafi prima di arrivare al punto?
O quella parola che era perfetta proprio non ti è venuta?
E le frasi come sono, forma attiva o passiva?

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Gli alleati del web marketing

Gli alleati del web marketing

Conoscete i KPI?
Sì? Bene, perfetto! Ci vediamo nel post della settimana prossima! Prometto che scriverò qualcosa di più interessante.
Se invece non li conosci, bene. Lascia che te li presenti.

Cosa sono i KPI

I KPI (key performance indicator) sono gli alleati del marketing.
Come i piccoli aiutanti di Babbo Natale.
Ti indicano l’andamento di un’azione che stai compiendo e puoi considerarli tuoi alleati perché ti segnalano quando le cose stanno andando bene (yuhuu! Continuiamo così!) o quando invece non stiamo raggiungendo l’obiettivo e dobbiamo inventarci qualche cosa per correggere il tiro.
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Le 3 identità del brand

Le 3 identità del brand

Quando pensiamo ad un brand come Apple, Barilla o Ferrari la prima cosa che ci viene in mente è un valore: design, famiglia, lusso.
Questo valore viene percepito in questo modo perché l’identità del brand è studiata e pensata attorno a questi valori. Tutta la sua comunicazione si sviluppa e cresce intorno alla sua identità.
Anzi alle sue identità. Quelle con cui il brand si racconta.
Vuoi sapere quali?
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Le controversie del vuoto comunicativo

Le controversie del vuoto comunicativo

Una cosa è chiara quando si parla di comunicazione:

il silenzio non è mai un buon segno.

Quando si cura la comunicazione del proprio brand e avviamo una newsletter, una pagina social o anche solo una sezione News nel nostro sito web facciamo una promessa.
Chi ci legge si aspetterà di sentir parlare di noi, di avere aggiornamenti, novità, tanto che ad un certo punto – se siamo bravi – potrebbe anche pretenderli.
Perché il silenzio non è un buon segno?
Perché manca quella promessa.
A meno che… (altro…)

Cosa rende una strategia vincente

Cosa rende una strategia vincente

Il viaggio più avvincente comincia stabilendo la meta.

Ho sentito parlare molto spesso di strategia in modo poco appropriato da parte di chi pensa di sapere come strutturare una strategia per la crescita dal proprio business.
A volte, in modo errato, si parte dall’azione da compiere e si porta avanti un piano di azione solamente tattico, cioè composto da una serie di azioni da compiere per ottenere qualcosa, scambiandolo per un piano strategico. Le due cose sono ben diverse e se da un lato capisco che sembra essere più pratico lavorare ad un piano più esecutivo, fatto da una lista di cose da fare, un calendario editoriale o una programmazione specifica, muoversi in questo modo non è mai una buona cosa da fare.
Manca un pezzetto prima.
Manca una visione d’insieme su quelli che sono veramente gli obiettivi che vogliamo raggiungere. (altro…)

Impaginare: 4 semplici princìpi + 1

Impaginare: 4 semplici princìpi + 1

Quante volte hai sentito dire che “anche l’occhio vuole la sua parte”? Tante, vero?
E credimi è una verità sacrosanta soprattutto quando si tratta di scrivere, leggere ed impaginare testi.
L’occhio sarà sempre guidato dalla forma di ciò che legge ed ecco perché è bene imparare come guidarlo nel modo migliore. (altro…)